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Buon giorno amici. Recentemente molti turisti e concittadini stanno scoprendo un nostro particolare “sorbetto” per chiudere un bel pasto. La crezione dello chef prevede di servire in un piatto un fico d’india bianco pulito, tagliato in due e servito con verdello e pepe, accompagnato da un bel limone da speremere secondo il proprio gusto. Nella sua semplicità incuriosisce tutti e tutti lascia stupiti per la sensazione di freschezza e leggerezza. Pur di origini mesoamericane è considerato un simbolo dela Sicilia, presente in tante cartolie e foto e simbolo dei nostri pasticceri per la “frutta di martorana”  oltre a essere utilizzato per la preparazione di marmellate, liquori, sciroppi “mostarda” e tanto altro.

Molti turisti fanno fatica a capire ma alla fine se lo godono di gusto. La migliore traduzione fatta da un amico/cliente per i turisti  è stata  “Big bastards with lemon, salt, mint and pepper (bastadduni)!”

Nelle nostre colline le “ficarazzare” (piante di fichidindia) crescono dappertutto e perlopiù, spontaneamente. Queste piante diventano, con pochissima cura delle vere e proprie opere d’arte. La mano dell’uomo modifica il frutto che diviene più grosso, più accattivante, con meno semi e per quanto possibile anche più gustoso: “U’Bastadduni”! che tradotto letteralmente significa “Il Bastardone”. Le carnute foglie ovali del fico d’india sono pienissime di succhi e dal notevole peso: le pale di fichidindia!

Per concludere seppur il fico d’india è di orgine mesoamericana rappresenta perfettamente la sicllianità nei colori, nella forza, nei sapori unici.

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