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Buon giorno amici. Oggi vogliamo dedicare questa pagina a un caro amico e un grande artista. Lo potete vedere spesso ai nostri tavoli, degustare e gustare chiacherando con altri amici di arte, musica, progetti, vita. Se vi capita di parlarci e ascoltare la sua storia non potete non restarne affascinati. In lui è viva e si può sentire l’amore per la nostra terra, la passione per la musica e la voglia di vita.

Alfio, oggi cinquantasettenne, ha vissuto fino all’età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell’entroterra siracusano e respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina.

I suoni delle 600 campane del suo gregge; la nonna che con il proprio magico tamburello scacciava – lui bambino – i mostri della solitudine e della paura; le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all’incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana fanno di Alfio Antico un artista che ha raggiunto la piena maturità.

Alfio ha oltre settanta tamburi, tutti fabbricati da sé e meravigliosamente intarsiati con immagini di divinità agresti, segni antichi che racchiudono una saggezza eterna.
Attraverso il ritmo ed il canto, Alfio Antico scolpisce le mille figure del tempo. “Io sono il tamburo”, sussurra in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare una mistica unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che, fissata ad un setaccio da grano, torna a nuova vita cantandoci storie d’amore e poesia.

Il personaggio va compreso a partire dal suo percorso, che comincia su sperdute e assolate colline siciliane; terra di duri contrasti, di bene e di male, d’emozioni e sentimenti che lasciano il segno, come tutte le terre di confine. Poi la fuga nel continente, a Firenze, allora certamente il più accogliente e meraviglioso contenitore da riempire di suoni, e qui la sorpresa. A Firenze vivono molti studenti e lavoratori salentini, sardi, calabresi, siciliani: per tutti la sirena si materializza sulla scalinata dei Lanzi, in piazza della Signoria.
Quest’ambiente povero di soldi, ma ricco di stimoli, è stato il ventre fertile della rinascita di Alfio Antico; poi i contatti e le collaborazioni con grandi artisti della musica e del teatro (Eugenio Bennato, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Giorgio Albertazzi, Amedeo Amodio, Vinicio Capossela, Carmen Consoli) fanno di lui l’artista eclettico di oggi: musica, presenza, gestualità; maestria e virtuosismo eccelsi.

Nelle sue mani, il tamburo esprime sonorità impensabili, che ci fanno comprendere le risorse infinite di questo pur semplice strumento. Alfio vi aggiunge la sua vena poetica, espressa nella lingua che meglio conosce, il siciliano; la sua teatralità naturale è dirompente.
Alfio ha intrapreso moltissime collaborazion con importanti artisti e compagnie nell’mabito della musica, del teatro e della danza.

Si potrebbero riempire molte altre pagine della vita, dei successi e dei progetti di Alfio Antico. Un grande amico, un grande personaggio e un grande sicilano oggi impegnato in nuovi e stimolanti progetti.

Alla prossima.

Fonte biografia: alfioantico.it

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