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Buon giorno amici,

ricevendo nel nostro locale molti turisti stranieri viene spontanea una riflessione sul nostro grado di conoscenza della lingua inglese. Per ovvie esigenze nel tempo abbiamo imparato l’essenziale per sostenere una minima conversazione. Qualche difficoltà con gli americani di New York e i canadesi che parlano un inglese molto stretto e i giapponesi almeno con quelli che non parlano inglese e si rivolgono in giapponese pensando che noi li si capisca. Comunque alla fine tutti riescono a mangiare quello che hanno ordinato grazie anche al linguaggio dei segni – quello tipico di noi siciliani – e cinque parole magiche con cui, soprattutto il nostro Big Raffa, raffariesce a intavolare discussioni su cibo, viaggi e menu.

raffa5Le cinque parole sono in ordine: all’arrivo=please?, per il tavolo=one moment, per il vino=glass di bianco o rosso?, per assicurarsi che tutto vada bene=it’s ok?, per sparecchiare=finish?. Ovviamente i nostri menu sono tradotti in inglese, francese e tedesco.

Tutti capiscono, tutti soddisfatti e noi con loro. E’ anche vero che il cibo non ha barriere linguistiche e al momento di mangiare prevalgono i sensi dal gusto alla vista soprattutto alla pescheria e si finisce in foto e allegria.

fotogruppocarmelo